L' Alchimista Digitale

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L' Universo e dintorni

L' Universo e dintorni

C’è stato un tempo in cui non c’era tempo. E no, non è una frase da biscotto della fortuna cosmico, è proprio così. Prima che qualcuno inventasse gli orologi, prima che il tempo iniziasse a fare il suo lavoro ingrato di farci invecchiare, dimenticare password e perdere treni, c’era… niente. O meglio: qualcosa che assomigliava moltissimo al niente, ma con una pessima abitudine. Quella di esplodere. Il Big Bang non è stato un botto come nei cartoni animati, con coriandoli e stelle filanti. È stato più simile a un errore di sistema. Un crash cosmico. Il primo grande “ops” dell’universo. Da lì in poi, tutto ha iniziato ad allontanarsi da tutto il resto, come una gigantesca litigata familiare durata 13 miliardi e rotti di anni. E noi siamo figli di quella lite primordiale.

Che occhio grande che hai!

Che occhio grande che hai!

Nel celebre romanzo 1984, George Orwell immagina un futuro in cui ogni gesto, ogni parola, perfino ogni pensiero è sorvegliato da un potere invisibile e onnipresente: il Grande Fratello. L’opera non è solo una distopia letteraria, ma un potente monito. Il controllo totale descritto nel libro non si limita agli strumenti fisici di sorveglianza, ma si estende all’essenza stessa dell’individuo: il linguaggio, la memoria, la percezione della realtà. Settant’anni dopo la sua pubblicazione, 1984 continua a parlarci con sorprendente attualità. Non ci sono più schermi bidirezionali nei muri, ma abbiamo smartphone, webcam, assistenti vocali e algoritmi predittivi. Il Grande Fratello si è fatto silenzioso e digitale. Ci osserva attraverso i dati che generiamo, i social network che usiamo, le app che scarichiamo e i cookie che accettiamo senza leggere.

Tra fede, spada e mistero

Tra fede, spada e mistero

Oggi vi porterò indietro di quasi mille anni, in un mondo in cui le strade erano polverose e insicure, le città fortificate, e la fede si mischiava alla spada. È la storia di uomini che scelsero un voto di misericordia, ma che il destino trasformò in guerrieri; di un simbolo che ancora oggi brilla tra le pieghe della storia e dell’esoterismo; di un Ordine che ha resistito ai secoli, cambiando volto ma non anima. Questa… è la storia dei Cavalieri dell’Ordine di Malta.

I libri maledetti

I libri maledetti

Sin dall’alba dei tempi, l’uomo ha avuto paura del sapere. Una paura profonda, ancestrale, forse persino ragionevole. Perché conoscere significa anche spingersi oltre il limite, oltre ciò che è concesso, oltre il confine che separa la luce dall’ombra. E i manoscritti, quei fragili custodi di conoscenza, sono stati per secoli il veicolo di questo sapere temuto, proibito, occultato. Nel cuore del Medioevo, quando le candele tremolavano nelle celle dei monaci amanuensi, la parola scritta non era per tutti. I libri erano rari, costosi, gelosamente custoditi all’interno di monasteri e abbazie. Chi li leggeva era considerato privilegiato, ma anche pericoloso. Perché saper leggere significava avere accesso a qualcosa di più grande, qualcosa che sfuggiva al controllo dei più. E proprio da questo esclusivismo nasce il, decorato con disegni enigmatici, non era visto come una finestra sul sapere, ma come una porta sull’inferno. E così, lentamente, nacque la leggenda dei libri maledetti. Una leggenda che non sarebbe mai morta. Perché l’uomo, di fronte a ciò che non comprende, preferisce pensare al demonio, piuttosto che all’ignoranza. È più facile temere una maledizione che ammettere di non sapere. E così, tra le ombre delle biblioteche, tra scaffali che odore di legno antico e polvere, i manoscritti continuarono a sussurrare la loro oscura fama. E alcuni di loro… alcuni di loro sembravano davvero essere vivi. Ti condurrò ora tra le storie più inquietanti, tra quei libri che, ancora oggi, inquietano chi osa nominarli. Manoscritti che esistono, che sono stati sfogliati da mani tremanti, osservati da occhi assetati, e che hanno lasciato dietro di sé una scia di interrogativi, e forse… di maledizioni. Seguimi, e scoprirai il peso di ciò che viene scritto con l’inchiostro… e forse con qualcosa di più.

I Canti Divini - L' Inferno
Ep. 01

I Canti Divini - L' Inferno

Io sono l’Alchimista Digitale, e in questo viaggio attraverseremo l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso… ma non per condannarci — per capirci. Seguiremo Dante Alighieri nella più grande avventura della mente umana, tra simboli, peccati, desideri e rivelazioni, con la complicità del suo instancabile mentore, Virgilio, e la luce irraggiungibile di Beatrice. Sarà un cammino serio e faceto, ironico e profondo, dove le anime di ieri parleranno agli smarrimenti di oggi. Perché ogni uomo, prima o poi, si ritrova in una selva oscura… e ogni volta, la poesia può essere l’unica mappa per uscirne.

I Canti Divini - Il Purgatorio
Ep. 02

I Canti Divini - Il Purgatorio

Io sono l’Alchimista Digitale, e oggi Dante rinasce. Dopo la notte eterna dell’Inferno, dopo il gelo del tradimento e il silenzio di Lucifero, una brezza nuova lo accoglie. È la luce del mattino che non brucia, ma carezza. Siamo sulla spiaggia del Purgatorio. Un luogo dove nulla è eterno, se non la speranza.

I Canti Divini - Il Paradiso
Ep. 03

I Canti Divini - Il Paradiso

Io sono l’Alchimista Digitale, e oggi, con Dante, saliamo oltre la montagna, oltre l’aria, oltre noi stessi. Il Paradiso non è un luogo: è un suono. Un’armonia che solo chi ha smesso di urlare può sentire.  Dante si solleva dal Purgatorio come una fiamma che si libera. Accanto a lui c’è Beatrice, luminosa come un’idea diventata corpo. La prima sfera è la Luna: il cielo dei voti infranti, dove le anime appaiono come riflessi d’acqua.